mercoledì, 31 ottobre 2007
..frasi ritrovate in una vecchia casella di posta...
[...] lo so che non sono brava con le parole, non lo sono mai stata e dietro la maschera che indosso tutti i giorni, quella maschera che mi permette di apparire sicura di me, forte, serena.. si nasconde una ragazza sì dolce ma piuttosto insicura, che convive con la paura di sbagliare.. Di errori nella mia vita potrei contarne fino a farte l'alba, così come sono le soddisfazioni e gli obiettivi che ho raggiunto con le mie forze.. ho sempre sofferto la solitudine da quando mi sono trasferita qui, i miei 20anni appena compiuti, la necessità di lavorare da una parte e l'orgoglio di non chiedere una lira ai miei da quando ho varcato la soglia di casa, le bastonate prese nei vari posti di lavoro.. e perchè no, la pasta scotta o il sugo bruciato.. ho dovuto formare il mio carattere, stare in silenzio anche quando la rabbia mi esplodeva dentro.. ma fortunatamente sono riuscita ad alternare a questi momenti anche le mie più grandi soddisfazioni che difficilmente cancellerò dalla mia mente.. il mio primo stipendio, il cellulare a mio padre, l'unico oggetto che ancora conserva gelosamente, il suo orgoglio mai dichiarato, la mano che tremava mentre dal notaio firmavo l'atto per casa, e non per ultime le mie soddisfazioni in ufficio.. [...]
venere1979 alle ore
16:43
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rimetto a posto le idee e mi preparo per il viaggio.. ancora poche ore e poi la tempesta arriverà e mi lascerò avvolgere, e remerò contro tutti per strappare in giro ogni minuto, anche il singolo secondo disponibile per avere più tempo da trascorrere con lei.. perchè mi manca.. perchè ho bisogno di giocare insieme a lei.. poche ore e sarò giù a casa, respirando quell'aria di sempre, quella che mi manca.. i profumi del giardino, i fumi dei camini accesi, l'aria pulita di un paese a cui devo tanto.. e ancora un ultimo pensiero a cui tengo molto.. solo per dirti che mi dispiace.. non avrei voluto, ci tengo davvero, e vorrei che sia chiaro.
venere1979 alle ore
13:46
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lunedì, 29 ottobre 2007
leggo la recensione curata minuziosamente dal mio capo sull'incontro tenuto lo scorso week e mi scorrono davanti immagini indelebili.. rivedere quella stazione, ripercorrere quelle strade, risedersi in quei ristoranti.. ma stavolta senza di te.. città che fanno male, città che ti inducono in pensieri remoti ma stupendi.. pensavo che il tempo cancellasse via le emozioni, che i mesi si portassero dietro i ricordi e invece li ho trovati lì, immobili, come se mi aspettassero per un saluto, per l'ennesimo ma non ultimo saluto. Ma stavolta è stato diverso, mi hai colpito alle spalle e mi hai fatto male.. non ho fatto in tempo, non mi hai dato il tempo di nascondermi in quella corazza infrangibile, mi hai colpito in pieno, hai fatto centro e hai lasciato che sanguinassi.. perchè tu lo sapevi che sarebbe accaduto e non hai fatto nulla per avvertirmi, non hai fatto niente per proteggermi, non hai voluto. eppure ti ho sentito, ma non mi hai detto di quanto mi avrebbe fatto male.. o forse eri lì ad aspettare la tua vendetta. ci sei tornato prima di me nella "nostra" città e spesso ci capiti.. vorrei chiederti come vivi quando sei lì, se frequenti i posti in cui andavamo insieme, se rivedi anche tu immagini del passato.. ho preferito non rivivere nulla di ciò che ci apparteneva, conservo i nostri ricordi come cristallo, al tempo stesso mi piacerebbe mettere da parte l'orgoglio e chiederti.. ma penso che solo il tuo cuscino saprebbe darmi delle risposte perchè, come me, non parli con nessuno.. ti tieni tutto dentro.. proteggi i tuoi pensieri come una mamma protegge il suo bambino.. e anch'io sono così.. so che non leggerai queste mie parole ed è per questo che ho deciso di dare sfogo a ciò che da giorni custodisco nella parte più profonda di me. Come se volessi liberarmene.. ma, ferita, ti confermo che non rinnego niente di ciò che ti ho dato, di quello che abbiamo vissuto e anche se non ho il coraggio di dirtelo, anche se ti faccio capire il contrario, sappi che me lo porterò dentro per sempre, senza vergogna nè paura.
venere1979 alle ore
15:54
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mercoledì, 24 ottobre 2007
mi rendo conto di quanto in certi giorni mi piaccia sentirmi nei fantastici anni 80.. L'altro giorno facevo dei giri tra i vari blog e uno mi ha colpito in modo particolare.. è come se fossi stata inghiottita da una macchina del tempo.. e proprio oggi la stessa mail è arrivata nella mia casella di posta.. la riporto così com'è..
Un pò di nostalgia .....se ne è passato di tempo
Noi che ci divertivamo anche facendo "Strega comanda color.".
Noi che le femmine ci obbligavano a giocare a "Regina reginella" e a
"Campana".
Noi che facevamo "Palla Avvelenata".
Noi che giocavamo regolare a "Ruba Bandiera".
Noi che non mancava neanche "dire fare baciare lettera
testamento".
Noi che ci sentivamo ricchi se avevamo "Parco Della
Vittoria e Viale Dei Giardini".
Noi che i pattini avevano 4 ruote e si allungavano quando il piede
cresceva.
Noi che mettevamo le carte da gioco con le mollette sui raggi della
bicicletta.
Noi che chi lasciava la scia più lunga nella frenata con la bici era
il più figo.
Noi che "se ti faccio fare un giro con la bici nuova non devi
Cambiare le marce".
Noi che passavamo ore a cercare i buchi sulle camere d'aria
mettendole in una bacinella.
Noi che ci sentivamo ingegneri quando riparavamo quei buchi col
tip-top.
Noi che il Ciao si accendeva pedalando.
Noi che suonavamo al campanello per chiedere se c'era l'amico in casa.
Noi che facevamo a gara a chi masticava più big babol contemporaneamente.
Noi che avevamo adottato gatti e cani randagi che non ci hanno
mai attaccato nessuna malattia mortale anche se dopo averli accarezzati
ci mettevamo le dita in bocca.
Noi che quando starnutivi, nessuno chiamava l'ambulanza.
Noi che i termometri li rompevamo, e le palline di mercurio giravano per
tutta casa.
Noi che dopo la prima partita c'era la rivincita, e poi la bella,
e poi la bella della bella..
Noi che se passavamo la palla al portiere coi piedi e lui la prendeva con
Le mani non era fallo.
Noi che giocavamo a "Indovina Chi?" anche se conoscevi tutti i
personaggi a memoria.
Noi che giocavamo a Forza 4.
Noi che giocavamo a fiori frutta e città (e la città con
Sempre Domodossola).
Noi che ci mancavano sempre quattro figurine per finire l'album Panini.
Noi che avevamo il "nascondiglio segreto" con il "passaggio segreto".
Noi che giocavamo per ore a "Merda" con le carte.
Noi che le cassette se le mangiava il mangianastri, e ci
toccava riavvolgere il nastro con la penna.
Noi che in TV guardavamo solo i cartoni animati.
Noi che avevamo i cartoni animati belli.!!
Noi che litigavamo su chi fosse più forte tra Goldrake e Mazinga (Goldrake, ovvio..)
Noi che guardavamo "
Noi che abbiamo raccontato 1.500 volte la barzelletta del fantasma
formaggino.
Noi che alla messa ridevamo di continuo.
Noi che si andava a messa se no erano legnate.
Noi che si bigiava a messa.
Noi che ci emozionavamo per un bacio su una guancia.
Noi che non avevamo il cellulare per andare a parlare in privato sul terrazzo.
Noi che i messaggini li scrivevamo su dei pezzetti di carta da passare al
compagno.
Noi che si andava in cabina a telefonare.
Noi che c'era
Noi che non era Natale se alla tv non vedevamo la pubblicità
della Coca Cola con l'albero.
Noi che le palline di natale erano di vetro e si rompevano.
Noi che al nostro compleanno invitavamo tutti, ma proprio tutti, i
Nostri compagni di classe.
Noi che facevamo il gioco della bottiglia tutti seduti per terra.
Noi che alle feste stavamo sempre col manico di scopa in mano.
Noi che se guardavamo tutto il film delle 20:30 eravamo andati a
dormire tardissimo.
Noi che guardavamo film dell'orrore anche se avevi paura.
Noi che giocavamo a calcio con le pigne.
Noi che le pigne ce le tiravamo pure.
Noi che suonavamo ai campanelli e poi scappavamo.
Noi che nelle foto delle gite facevamo le corna e eravamo sempre
sorridenti.
Noi che il bagno si poteva fare solo dopo le 4.
Noi che a scuola andavamo con cartelle da 2 quintali.
Noi che quando a scuola c'era l'ora di ginnastica partivamo da casa
In tuta.
Noi che a scuola ci andavamo da soli, e tornavamo da soli.
Noi che se a scuola la maestra ti dava un ceffone, la mamma te ne
dava 2.
Noi che se a scuola la maestra ti metteva una nota sul diario, a casa
Era il terrore.
Noi che le ricerche le facevamo in biblioteca, mica su Google.
Noi che internet non esisteva.
Noi che però sappiamo a memoria "Zoff Gentile Cabrini Oriali
Collovati Scirea Conti Tardelli Rossi Antognoni
(allenatore Bearzot)".
Noi che "Disastro di Cernobyl" vuol dire che non potevamo bere il
Latte alla mattina.
Noi che compravamo le uova sfuse, e la pizza alta un dito, con la
carta del pane che si impregnava d'olio.
Noi che non sapevamo cos'era la morale, solo che era sempre
quella..fa merenda con Girella.
Noi che si poteva star fuori in bici il pomeriggio.
Noi che se andavi in strada non era così pericoloso.
Noi che però sapevamo che erano le 4 perchè stava per iniziare BIM
BUM BAM.
Noi che sapevamo che ormai era pronta la cena perchè c'era Happy
Days.
Noi che il primo novembre era "Tutti i santi", mica Halloween.
venere1979 alle ore
14:57
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lunedì, 22 ottobre 2007
week tranquillo senza grandi novità.. fortunatamente ancora nessuna telefonata, nessun viaggio improvviso ma con un trolley già pronto dietro la porta.. mi è capitato di pensare spesso in questi giorni, forse per ciò che sta succedendo.. ho ritrovato la sete di conoscenza, la voglia di vivere che avevo perso.. e senza grandi sforzi, non un mojito, senza aver avuto il bisogno di rincasare all'alba.. ho ritrovato me stessa in ogni angolo, in ogni gesto.. Ho ritrovato i miei amici e il loro amore, ho riavuto il sorriso di mia madre e la dolcezza di mio padre. Forse li ho avuti sempre accanto, forse ero io a non esserci.. mi rendo conto che loro erano sempre lì e ora più che mai mi tendono la mano, e al tempo stesso mi chiedono una spalla.. Non so se ci riuscirò, nè so se sono felici di avere me.. quanto vorrei riuscire a dirgli che sono fortunata ad averli.. vorrei che capissero quanto li amo anche quando litighiamo.. che comprendessero i miei silenzi, le mie angosce, le mie fragilità.. vorrei che mi prendessero per mano anche ora che sono grande.. perchè ne ho ancora bisogno, perchè ho ancora bisogno di coccole, di baci, di carezze.. forse di un semplice abbraccio..
venere1979 alle ore
14:40
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mercoledì, 17 ottobre 2007
Caro m,
non so cosa mi porta a scriverti questa lettera e non so perchè ho sempre pensato che non servirebbe a niente.. ma so che la leggerai.. I miei pensieri li hai avuti con te e continui ad averli, rinchiusi nelle lacrime che ancora oggi verso pensandoti. Vengo a trovarti quando posso e ogni volta che guardo la tua foto riaffiorano in me momenti indimenticabili. Il tuo sorriso, troppo vero, ha sempre contrastato con il mondo in cui vivevi. Non è questo il mondo per te, lo so, ma ancora maledico quella luce abbagliante che ti ha strappato via, lontano da me. Come potrò dimenticare ciò che mi hai insegnato, come posso dimenticare come si deve amare?? Mi manchi, mi manca tutto di te.. ho sempre apprezzato quanto con pazienza cercavi di portarmi nei posti che tu amavi, ogni tuo tentativo di farmi piacere la montagna risultava andare meglio del precedente.. fino a che non sono stata io a chiederti di portarmi.. Non occorreva parlare con te.. ti bastava uno sguardo, capivi ciò di cui avevo bisogno.. e da quello sguardo si partiva alla ricerca disperata di una meta, o semplicemente ci rinchiudevamo in macchina per parlare, per dare il via alle nostre confessioni, ai nostri desideri.. Tanti sono stati i segnali del tuo amore per la vita e io, meglio di chiunque altro, riuscivo a capire che ciò che facevi era ciò che amavi. Ti sentivi importante, e lo eri! e capivi che era così anche per me, e ci cercavamo, senza parlare, senza che nessuno dicesse qualcosa all'altro. Avrei voluto che mi chiamassi prima di uscire, avrei voluto fermarti, urlati che non dovevi andare, impedirtelo con tutte le mie forze.. ma non l'hai fatto, non me lo hai detto, non lo sapevo. il destino è stato crudele con te, con noi! Nessun preavviso. Ti ha strappato via, lontano, senza darmi almeno la possibilità di salutarti. Non riesco ancora a convincermi che sia successo proprio a te. Mi hai lasciata da sola, con mille ricordi sui quali mi aggrappo per cercare di avvertire la tua presenza. Il tuo numero è ancora nella mia rubrica, tramandato da cellulare in cellulare, e con lui la speranza di poter un giorno ascoltare la tua voce. ma so che così non sarà. E ora, ora che a distanza di anni sono io ad avere la tua stessa età, ora riesco a capire ciò che ti viveva dentro. La voglia di lottare, la speranza di cambiare, l'amore nel donare. Ho avuto bisogno di te in questi anni, e continuo ad averne, e ciò che mi da la forza per continuare ad andare avanti è il sapere che da lassù mi segui, mi ascolti, mi indirizzi. Ti prego, continua a farlo, non smettere se puoi. Continua a brillare.. per me.
Ti voglio bene
venere1979 alle ore
14:46
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martedì, 16 ottobre 2007
..mi parli di corrispondenza.. di star bene.. di quanto ti piace ascoltarmi.. di come un sorriso ti cambi la giornata.. forse è sbagliato, sicuramente lo è.. ma non te l'ho chiesto, nè l'hai fatto tu con me! Ti appropri di spazi mettendomi in difficoltà, e credo che ti piaccia. Ma lo sappiamo entrambi che non è giusto.. preferisco pensare che tu non rifletta prima di scrivere, vorrei pensare che non è così e sperare che sarai meno istintivo prima di battere i tasti per l'ennesimo messaggio. Non colpire i miei punti deboli.. Il gioco ti piace, l'ho capito.. ma se per te non fosse un gioco? Non voglio farti male.. e mi hai detto che tu non vuoi farne a me.. e poi.. lo sai che capita sempre così.. a lui piace lei.. ma a lei piace un altro.. ne abbiamo parlato, ho cercato di essere esplicita e mi hai detto di aver capito.. ciononostante.. stessa storia.. i silenzi non ti bastano, lo so, nessuno meglio di me può capirti.. ma cosa posso farci? io sono così.. e non chiedermi di cambiare.
venere1979 alle ore
15:53
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venerdì, 12 ottobre 2007
sogno di una notte di fine estate
John e Savannah.. Due nomi, due realtà che poco hanno a che vedere con la mia.. o forse potrei avere la presunzione di dire la nostra.. La mia partenza è ormai vicina, trolley, tacchi e pc, del resto posso farne a meno.. La mia vita di sempre.. così stressante ma altrettanto appagante.. il mio lavoro, il mio mondo, in giro tra alberghi e ristoranti di lusso a discutere argomenti che disprezzavo da piccola.. In cerca dei miei sogni, ambiziosa più che mai.. a volte penso che se lottassi per la mia vita quanto lo faccio per il mio lavoro sarei felice almeno tre volte di più.. se solo riuscissi ad avere il coraggio di affrontarmi guardandomi allo specchio, se trovassi le parole per parlarti, se scoprissi la donna che si nasconde dietro questa maschera.. forse con un pò d'impegno riuscirei a farlo.. ma non ha senso, credo. ed è questo ciò che mi preoccupa.. ritrovarmi diversa. e così rinchiudo il mio guscio, provo a non pensarci.. e mi butto a capofitto leggendo ciò che vorrei essere, sognando il coraggio di lei, sperando nell'amore di lui.. per continuare a vivere.
venere1979 alle ore
11:21
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venerdì, 05 ottobre 2007
il sole ci avvolge.
ci avvolge stretti,
costringendoci ad essere uno.
in un mare di desiderio si può nuotare incollati.
in un mare di sguardi si può essere uniti.
come essere in vacanza dalle regole.
perché le regole le fai tu.
in una discoteca senza musica.
ballare al ritmo della sensualità che emani.
avvolti di noi.
venere1979 alle ore
09:51
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lunedì, 01 ottobre 2007
rivoglio la mia favola
la rivoglio con tutti i miei sogni
con ogni speranza
ora che non mi sei accanto
ora che mi ritrovo sola con il tuo pensiero
ora che passo il tempo a cercarti per dirti quanto sei importante
ora che non ti trovo
ora che mi chiedo se sia giusto o sbagliato
vorrei dirti che mi manchi
vorrei dirti che mi rendevi felice anche se non lo sapevi
vorrei dirti che non avrei voluto andassi via
ma non ne ho avuto il coraggio
vorrei chiederti di tornare
vorrei che contassi per te almeno 1000volte meno
rispetto a ciò che tu conti per me
vorrei che tu non sapessi che sto male
vorrei che mi immaginassi serena
vorrei che pensassi a me come una stronza
vorrei il tuo odio per me
e la tua felicità lontano da qui
vorrei poterti dire che avrei fatto il contrario
e che se ero lì un motivo c'era
e forse non l'hai visto
nè ho fatto nulla per dimostrartelo..
vorrei dirti che sono io ad essere sbagliata
e che la decisione è quella giusta
vorrei.. ma non ce la faccio..
intanto i piedi vorrebbero allontanarsi dal suolo per tornare indietro
per dirti che ti voglio bene
per riuscire a parlarti senza orgoglio
per fare ciò che non ho fatto
e invece mi ritrovo davanti a un monitor
a scrivere i miei desideri, le mie paure
la voglia che ho di te
e conterò le stelle per distrarmi e lasciarti andar via
lontano..
spiega le ali tu che puoi
e vola per un sogno infranto
venere1979 alle ore
14:12
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