giovedì, 31 gennaio 2008
venere1979 alle ore
15:32
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martedì, 29 gennaio 2008
tutto è pronto.. conto i giorni ormai, tra un pò forse potrò cominciare con i minuti.. si avvicina e sento crescere l'ansia, si avvicina e isintivamente.. panico.. dovrò fare qualcosa per combattere questo stato così adrenalinico ma così poco riflessivo.. voglio che sia mio, a ogni costo.. e ho ancora qualche giorno per pensare su come muovermi.. perchè so che non riuscirò a riposare in attesa di quell'idea che illumini la strada e non avvertirò la stanchezza.. è già capitato, l'ho vissuto altre volte in passato.. ho qualche anno in più oggi e ho affilato le unghie.. lo immagino quel giorno e riesco a vivere quei minuti.. ma vorrei fosse realtà! ho voglia di spingere quel bicchiere e di sentire il rumore del vetro infrangersi..
venere1979 alle ore
11:31
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venerdì, 25 gennaio 2008
no, è che ci penso.. e sono felice.. sorrido da ieri sera, un sorriso impresso sul viso.. e ogni volta che viene in mente mi ricapita di avere lo stesso effetto.. è da ieri sera che sorrido.. tra una telefonata e un'altra.. no cioè si, è vero, non ti aspetti niente, ma anche no.. ma infondo speri.. se cambierà, cosa cambierà.. intanto comincio a contare i giorni, si, lo faccio.. già!
venere1979 alle ore
14:48
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mercoledì, 23 gennaio 2008
ero in macchina e ci pensavo stamattina.. è una persona silenziosa mio padre, mi dicono gli somigli molto.. e mi capita di pensare a quanto vorrei esser forte come lui.. o forse semplicemente si tiene tutto dentro, come faccio io.. sarà per questa la somiglianza? mio padre ha capelli scuri, lisci come i miei ma scuri.. lineamenti dolci sui nostri volti, la forma del mio naso sembra fatta con un calco del suo e i miei occhi sono i suoi.. e non occorrono parole a volte.. un lungo silenzio accompagnava i miei pensieri stamattina.. sentivo la sua soddisfazione mentre gli parlavo dei miei traguardi e le sue paure per le mie incertezze.. e mi diceva di pensarci bene.. ma nessuna parola giungeva ad altri, nulla era percepibile.. solo ai miei occhi e ai suoi.. mio padre accenna sorrisi, proprio come faccio io.. non ride molto mio padre, ma non per questo non è felice.. gli piace contornarsi di amici, proprio come me.. e a volte cerca la solitudine come faccio io.. cenavamo ieri, di sottofondo le cazzate sparate in tv.. le nostre voci protagoniste in una sala che riempiva di echi le nostre parole.. "prenditi cura di te stessa.." e un lungo silenzio.. non riuscivo a ingoiare quel groppo che avevo in gola.. sensazione di caldo sul volto, umido agli occhi.. non avevo il tempo di raggiungere la porta seppur vicina, non la forza di chiudermi a chiave.. e lentamente mi hanno segnato due linee sulle guance.. labbra prese a morsi da un imbarazzo mai provato prima.. i suoi occhi cercavano i miei ma hanno trovato basse palpebre bagnate. avrei preferito uno schiaffo, quello che non ho mai avuto.. avrei preferito che mi dicesse qualcosa di politica che tanto odio.. che mi parlasse di calcio.. invece parlava di me.. lui parlava di me.. e ci penso ancora adesso.. e la reazione che mi provoca rimane la medesima.. mentre le sue parole mi suonano nella testa come musica che mi trasporta lontano.. ho bisogno di affetto, ho bisogno di un abbraccio ora.. trovo silenzio e ricordi.. e la sua immagine.. incancellabile.
venere1979 alle ore
15:35
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lunedì, 21 gennaio 2008
Ancora pochi giorni e ci torno.. e questa volta lo faccio con un sorriso sulle labbra.. stavolta non l'ho chiesto io, ma devo esserci. Penso a come sarà, a come mi sentirò.. non capita a tutti ma io mi ci trovo dentro. La mia mente divisa tra la ragione e l'istinto, ma oggi mi sento forte nonostante un sorriso e una lacrima.. nuovamente in contrasto. Ma non mi fermo. Ho capito che ciò che conta è la grinta che ho.. la passione che mi caratterizza.. e stanca di ciò che mi provochi decido di dire basta!! Ore e ore a pensare.. ma perchè? Decido di mettere un punto, decido di vivere per me stessa, per ciò che mi fa stare bene.. Provo a mettere da parte il contrasto che mi provochi.. per ora solo un vuoto e voglia di godere ciò che mi spetta, ma almeno ci provo.. Preparo la mia valigia e la riempio di sogni mentre provo a lasciare lontano questo senso di vuoto.. voglio godere delle mie soddisfazioni.. oggi conta solo quello..
venere1979 alle ore
17:59
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venerdì, 18 gennaio 2008
Giornata intensa di batticuori, ricca di emozioni.. da un pò di tempo le mie ore sono caratterizzate dal tutto o dal niente.. e il tutto c'è stato.. mi sento strana, diversa dal mio solito in questo periodo.. a volte mi sento un'altra.. forse lo sono.. alterno momenti di sorrisi stampati sulle labbra a attimi di occhi lucidi.. mi perdo tra pensieri stupendi e concetti mi che rattristano.. ho bisogno di svagarmi, staccare la spina, fare due passi.. ma vorrei non essere sola.. vorrei averti accanto.. e sento che batte forte.. quasi fosse lui l'unico ad avere il diritto di decidere ciò che devo fare.. ma ci pensa la mente.. mi tiene inchiodata a terra, mi lascia immobile, non uno spazio in avanti.. solo passi indietro.. cuore e ragione.. a volte su due binari distinti e separati.. alternano chiarezza e confusione.. ma per ora mi va bene così.. mescolanza di emozioni.. dolcezza, passione, voglia.. ma non voglio riununciare a tutto a ciò che sai donarmi.. attimi, minuti.. faccio il pieno e li conservo nella parte più nascosta di me.. mi aiutano e mi distruggono.. ma è il contrasto che amo.. ciò che provoca dentro.. e allora continua.. non fermarti.
venere1979 alle ore
17:27
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martedì, 15 gennaio 2008
[...] Ho liberato una mano, ho preso un bicchiere e l'ho spostato sul bordo del tavolo.
"Cadrà" ha detto lui.
"Esatto. Voglio che tu lo faccia cadere."
"Rompere un bicchiere?"
Sì, rompere un bicchiere. Un gesto in apparenza semplice, ma che implica terrori che non giungeremo mai a comprendere appieno. Che cosa c'è di sbagliato nel rompere un bicchiere di poco valore, quando tutti noi, senza volerlo, abbiamo già fatto la stessa cosa nella vita?
"Rompere un bicchiere? " ha ripetuto. "Per quale motivo?"
"Posso spiegartelo, " ho risposto "ma, in verità, è solo così, per romperlo."
"Per te?"
"No, è chiaro".
Lui guardava il bicchiere sul bordo del tavolo, preoccupato che cadesse.
"È un rito di passaggio, come dici tu stesso" avrei voluto spiegargli. "È la cosa proibita. Non si rompono i bicchieri di proposito. In un ristorante, o nelle nostre case, ci preoccupiamo che i bicchieri non finiscano sul bordo del tavolo. Il nostro universo esige attenzione, affinché i bicchieri non cadano per terrà."
"Eppure," pensavo ancora, "quando li rompiamo senza volerlo, ci accorgiamo che non è poi tanto grave. Il cameriere ci dice: "Non ha importanza", ed io non ho mai visto includere un bicchiere rotto nel conto di un ristorante. Rompere bicchieri fa parte del caso della vita e non provoca alcun danno reale: né a noi né al ristorante né al prossimo".
Ho dato uno scossone al tavolo. Il bicchiere ha ondeggiato, ma non è caduto.
"Attenta!" ha detto lui, d'istinto.
"Rompi quel bicchiere" ho insistito io.
"Rompi quel bicchiere," pensavo, "perché è un gesto simbolico. Cerca di capire che io, dentro di me, ho rotto cose ben più importanti di un bicchiere e ne sono felice. Pensa alla lotta che divampa dentro di te e rompi questo bicchiere. Perché i nostri genitori ci hanno insegnato a fare attenzione con i bicchieri e coi i corpi. Rompi questo bicchiere, per favore, e liberaci da questi maledetti preconcetti, dalla mania che sia necessario spiegare tutto e fare solo quello che gli altri approvano."
"Rompi questo bicchiere" gli ho ripetuto.
Mi ha fissato negli occhi. Poi, lentamente, ha fatto scivolare la mano sul piano del tavolo, fino a toccare il bicchiere.
Con un movimento rapido, lo ha spinto giù. [...]
Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto - Paulo Coelho
venere1979 alle ore
16:17
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lunedì, 07 gennaio 2008
ci penso da giorni e ci penserò ancora a lungo.. ore e ore a chiedermi perchè.. dovevi aspettarmi e invece non l'hai fatto, te l'avevo chiesto l'ultima volta che ci siamo visti, l'avevo fatto senza parlare, mi avevi capita.. solo qualche ora, un paio di giorni al massimo.. non l'hai fatto.. ho provato a dirtelo, l'ho urlato al vento mentre andavi via. non so se mi hai ascoltato, non ho udito alcuna risposta. prima di salutarti l'ho detto a chiunque mi fosse accanto ma non ho potuto dirlo a te. eppure avrei voluto una risposta, la desideravo più di qualsiasi cosa al mondo.. ero paradossalmente felice del mio silenzio, ero felice di averlo fatto.. e invece silenzio, un maledetto silenzio che mi porto dentro. non mi hai più guardata ma continuavo a parlarti. dimmi almeno che sei fiero di me. trova un modo per farlo, ho bisogno di saperlo, ho bisogno di avere conferma, dimmi che hai osservato anche se i tuoi occhi non guardavano. ho mantenuto la promessa che ti avevo fatto, ho portato a termine il compito che mi avevi assegnato. dimmi almeno che sei fiero di me.
venere1979 alle ore
11:15
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